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Scuole

scuola d’obbligo fino a 16 anni

LE FASI DELL’ISTRUZIONE SCOLASTICA

Il sistema scolastico spagnolo si suddivide in Educazione infantile, Educazione primaria, Educazione secondaria obbligatoria ed Educazione secondaria non obbligatoria.

Educazione infantile: da 0 a 6 anni, divisa in 2 cicli. I nostri asili nido si chiamano guarderías, mentre i colegios infantiles corrispondono alle scuole materne. Come in Italia, gli asili nido sono a pagamento e le scuole materne sono gratuite.

Educazione primaria: da 6 a 12 anni, divisa in 3 cicli. Le classi nei vari cicli dell’istruzione primaria sono formate da 25 alunni circa, a volte anche di più. L’anno scolastico nella scuola primaria parte a settembre e termina a giugno, 180 giorni di lezione all’anno, 25 ore alla settimana. Oltre alle solite materie nelle Comunità autonome bilingue i giovani studiano sia la lingua sia la letteratura della seconda lingua ufficiale (il basco, ad esempio). C’è il maestro unico per tutte le materie, eccezion fatta per la lingua straniera. Non ci sono veri e propri esami di passaggio tra i cicli, si viene promossi se si raggiungono risultati prestabiliti e chi è in difficoltà riceve un aiuto individuale. 

Vediamo ora nel dettaglio come è organizzata la scuola superiore.

SCUOLA SUPERIORE

Educazione secondaria obbligatoria (ESO): da 12 a 16 anni, divisa in 2 cicli. Quattro anni di studi, quasi 180 giorni di scuola all’anno, 30 ore di lezione ogni settimana. Il numero di alunni per classe è superiore rispetto al nostro paese: di solito sono circa 30. L’anno scolastico parte a settembre e termina a giugno. C’è un insegnante per ogni materia. Come nella scuola primaria, anche nella scuola secondaria si studiano le seconde lingue ufficiali nelle Comunità autonome. A partire dal terzo anno di ESO i programmi di studio possono subire modifiche, ci sono materie obbligatorie e materie opzionali, e per decidere a quale programma aderisce ogni studente ci si basa sia su relazioni pedagogiche sia sul parere della famiglia degli studenti. Al termine dell’ESO si consegue il Graduado en Educación Secundaria, che serve sia per iscriversi al liceo (bachillerato) suia per intraprendere una formazione professionale più orientata al mondo del lavoro.

Educazione secondaria non obbligatoria:

Bachillerato. Dai 16 ai 18 anni i ragazzi fanno il bachillerato, necessario per iscriversi all’università. Ci sono quattro indirizzi diversi (artistico, tecnologico, scientifico della natura e della salute, umanistico e delle scienze sociali), e ogni studente sceglie quello più vicino agli studi universitari che ha intenzione di intraprendere due anni più tardi. Anche qui ci sono materie comune e altre opzionali, con ampia possibilità per ognuno di personalizzare al massimo i propri studi. 

Formazione professionale. Quasi 150 titoli diversi ufficialmente riconosciuti. Gli istituti di formazione professionale preparano all’esercizio di uno specifico mestiere. La formazione professionale è suddivisa in due cicli, grado medio e grado superiore. Per accedere al grado medio basta il diploma dell’ESO, per quello superiore serve il Diploma de Bachiller. Il programma prevede 2000 ore di studio per ogni ciclo (2 anni), con il 25% di ore destinate alla formazione direttamente nelle imprese. Alla fine dei due cicli si conseguono i titoli di técnico e di técnico superior.

INSEGNANTI

Gli insegnanti, come abbiamo già sottolineato in precedenza, hanno avuto un ruolo importante nell’elaborazione della LOGSE, la riforma della scuola spagnola all’inizio degli anni novanta, prendendo parte a commissioni di lavoro e all’elaborazione dei nuovi cicli scolastici. Per diventare insegnanti nella scuola secondaria è necessaria la laurea, con un ulteriore titolo professionale di specializzazione didattica, che si ottiene con un corso di attitudine pedagogica. Il corso dura un anno, che comprende anche un periodo di tirocinio. Oltre l’orario scolastico gli insegnanti devono garantire un totale di quattro settimane di lavoro complessive. Gli stipendi di degli insegnanti spagnoli sono in media più alti rispetto a quelli italiani, e nella scuola secondaria la differenza è di qualche migliaia di euro all’anno.

Sito di Comunidad Escolar, rivista di informazione educativa con servizi, reportage, informazioni e opinioni: 
http://comunidad-escolar.pntic.mec.es/864/portada.html

ORARI, VACANZE E DIVISA

Non ci sono sostanziali differenze tra Italia e Spagna per quel che riguarda gli orari delle lezioni, le vacanze durante l’anno scolastico. Nell’Educazione secondaria obbligatoria (ESO) l’anno scolastico prevede 906 ore totali di lezione, dal lunedì al venerdì: circa sei ore di lezione al giorno. Nel bachillerato e nella formazione professionale il monte ore totale è simile. Gli studenti non devono indossare nessuna divisa, a parte coloro che frequentano determinate scuole private.

TEST ED ESAMI

Negli anni di educazione secondaria non obbligatoria c’è una valutazione continua del lavoro dei ragazzi. Al termine dell’anno si può fare un esame per recuperare le materie in cui si è insufficienti. C’è grande attenzione al cosiddetto “adattamento curriculare” e si fa in modo di aiutare con programmi personalizzati tutti gli studenti in modo da evitare bocciature. Nel primo anno di bachillerato gli alunni possono recuperare alla fine dell’anno massimo due materie insufficienti, tre per il secondo. Alla fine del quarto anno si ottiene il Diploma de Bachiller. Per accedere agli studi universitari bisogna inoltre superare un’ulteriore test, una prova detta di selectividad o pruebas de acceso: si tratta di esami di lingua spagnola (ed eventualmente della lingua e letteratura della comunità autonoma), di lingue straniere, di storia e filosofia. Questi esami sono organizzati due volte ogni anno. Gli studi universitari hanno tre step e rispettivi titoli intermedi: Grado, Master e Doctor. 

Fonte   :    http://www.studenti.it/sistema-scolastico-spagna.html

 

 

 

DIRITTO ALL’ASSISTENZA SANITARIA IN SPAGNA

 

IL VACANZIERE – Il cittadino italiano che durante il suo temporaneo soggiorno in Spagna necessiti cure urgenti o anche solo medicalmente necessarie, può avvalersi della TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia). Detta tessera è in vigore in tutta l’Unione Europea (altresì in Svizzera, in Norvegia, in Islanda ed in Liechtenstein) dal 1º novembre 2004 e, sostituendo le funzioni in precedenza coperte dai nostri modelli E 110, E 111, E 119 ed E 128, permette di recarsi direttamente presso un medico, una struttura sanitaria pubblica o convenzionata dello Stato in cui ci si trova e ricevere le cure alle stesse condizioni degli assistiti di detto Stato. A seconda della legislazione vigente nel Paese in cui si soggiorna, l’assistenza sanitaria potrà essere gratuita (Spagna) oppure rimborsata all’utente al suo rientro in patria. Tale tessera, che racchiude i dati anagrafici ed assistenziali della persona nonché il suo codice fiscale, sia su banda magnetica che in formato a barre, in Italia è stampata sul retro della Tessera Sanitaria Nazionale. Attenzione! La TEAM NON può essere utilizzata per usufruire all’estero di cure di alta specializzazione già programmate (ad esempio un trapianto), per le quali è necessaria l’autorizzazione preventiva da parte della propria ASL con apposita modulistica. Altresì è bene ricordare che questa tessera in Spagna generalmente NON viene accettata da cliniche, ospedali o centri medici privati. 

IL RESIDENTE – Il cittadino italiano che decidesse di trasferirsi stabilmente in Spagna si vedrebbe sospesa l’assistenza sanitaria medica in Italia, con facoltà però di recuperarla in qualsiasi momento qualora si trasferisse nuovamente in Italia. Se, una volta divenuto residente spagnolo a tutti gli effetti (rispettando tutti i passaggi legali necessari, ivi inclusa l’iscrizione all’AIRE), dovesse rientrare in patria per brevi periodi potrebbe utilizzare la sua TEAM (in questo caso emessa dallo Stato spagnolo). Inoltre, qualora non disponesse nemmeno della copertura sanitaria spagnola e conseguentemente di una tessera sanitaria valida a livello europeo, in Italia potrebbe sempre e comunque usufruire di prestazioni ospedaliere urgenti sia in regime di ricovero che ambulatoriali per un periodo massimo di 90 giorni nell’arco dell’anno. Prima di analizzare il funzionamento del sistema sanitario spagnolo è necessario fare una piccola premessa sul concetto di Seguridad Social. Innanzitutto va chiarito che il sistema sanitario e la Seguridad Social non sono la stessa cosa: la SS è più in generale un sistema di protezione pubblica che, attraverso una serie di Enti ed Organismi fra loro collegati e collaboranti, si fa garante di una serie di prestazioni stabilite per legge col fine di affrontare differenti situazioni di necessità sociale. Dette prestazioni si dividono in due categorie: 1) CONTRIBUTIVE: questo tipo di prestazioni sono generalmente accessibili a fronte della propria contribuzione al sistema, ossia a fronte di un previo apporto economico alle casse dello Stato (sono i cosiddetti contributi versati mensilmente tanto dai datori di lavoro quanto dai lavoratori). Le prestazioni contributive sono quelle di natura sanitaria e quelle di natura economica come malattia, maternità, disoccupazione (si tratta del cosiddetto paro contributivo: vi accedono persone che hanno perso il lavoro involontariamente ed hanno versato i contributi per un periodo superiore a 360 giorni), pensione di vecchiaia, incapacità permanente e morte, prestazioni familiari, infortuni sul lavoro e malattie professionali. 2) ASSISTENZIALI: sono quelle concesse per l’esistenza di una necessità indipendentemente dai contributi versati e pertanto finanziate dalle casse pubbliche. Ad esempio pensione di invalidità, pensione di anzianità non contributiva, sussidio per figli a carico in caso di mezzi economici limitati, sussidio di disoccupazione (di tratta del paro di livello assistenziale per soggetti con specifici requisiti) ecc. Inquadrato l’ambito delle prestazioni sanitarie, possiamo distinguere gli assicurati, ossia coloro che possono fruire della copertura sanitaria, nelle seguenti categorie: A) Lavoratori o coloro che si trovano in una condizione equiparabile tra quelle elencate dalla Ley General de Seguridad Social (ad esempio saranno considerati comunque coperti i lavoratori stagionali durante il periodo di inattività). Per tutti (spagnoli ed italiani residenti) svolgere un’attività lavorativa in territorio spagnolo comporta obbligatoriamente il versamento dei contributi e contestualmente consente l’accesso a tutte le prestazioni proporzionate dalla Seguridad SocialB) Pensionati. I pensionati italiani che spostano la residenza all’estero, per poter usufruire dell’assistenza sanitaria devono presentare alle istituzioni competenti degli Stati esteri (è possibile recarsi direttamente al Centro de Salud del Municipio di residenza) il modello S1 (ex modello E121) che va richiesto alla ASL italiana. È auspicabile inoltrare la richiesta alla ASL prima di lasciare il Paese per evitare ritardi nell’iscrizione nel luogo di nuova residenza. C)Coloro (sia spagnoli che italiani residenti) che ricevono prestazioni e sussidi per disoccupazione o altre prestazioni periodiche: quando un lavoratore rimane disoccupato e riceve una prestazione contributiva per disoccupazione, continua il versamento dei contributi presso la Seg.Soc. attraverso l’Ente che eroga in concreto la prestazione e conseguentemente permane in capo al soggetto l’assistenza sanitaria se fosse un lavoratore; se si percepisce un sussidio o un aiuto per disoccupazione di carattere non contributivo i versamenti contributivi si interrompono, ma dal 2009 la copertura prosegue per legge. D) Coloro (spagnoli o italiani residenti) che abbiano esaurito la prestazione o il sussidio per disoccupazione e si trovino ancora in stato di non occupazione: in questo caso entra in gioco l’estensione del diritto di assistenza sanitaria stabilito dalla Ley General de Salud Pública del 2012, sempre che i soggetti in questione si mantengano iscritti come disoccupati presso l’ufficio di collocamento. E)Minori di età. A questo punto è necessaria una precisazione in relazione alla posizione dei lavoratori autonomi rispetto a quella dei dipendenti. In materia di assistenza sanitaria, la Seguridad Social in generale riconosce agli autonomi le stesse prestazioni e condizioni che ai lavoratori dipendenti. Quindi per poter godere dell’assistenza sanitaria basta essersi iscritto (dado de alta) per proprio conto nelle liste della Seg.Soc. o trovarsi in una situazione assimilabile a quella di iscrizione (A). Allo stesso modo, possono avvantaggiarsi della copertura sanitaria gli autonomi in pensione (B) o che percepiscono qualunque altra prestazione periodica della Seg.Soc., comprese la prestazione o il sussidio per disoccupazione -in questo caso per cessazione di attività- (C). Esaurito il sussidio per disoccupazione e permanendo tale condizione, anche l’autonomo potrà continuare ad esercitare il suo diritto all’assistenza sanitaria (D): tuttavia, in quest’ultimo caso la durata della copertura è differente in funzione del numero di giorni di contribuzione nei 365 giorni anteriori alla cancellazione (baja) dalla liste della Seg.Soc. per cessazione dell’attività. Se sono stati versati contributi per almeno 90 giorni, si può conservare il diritto alle prestazioni sanitarie fino a 52 settimane successive alla cancellazione, se sono stati versati per meno di 90 giorni, fino a 39 settimane successive alla cancellazione. Nonostante le varie estensioni alla copertura sanitaria applicate nel corso degli anni per correggere le storture del sistema, persistono situazioni di esclusione: ad esempio un lavoratore autonomo che abbia cessato l’attività e che non abbia fruito di alcuna prestazione o sussidio di disoccupazione, di fatto non rientra in nessuna delle categorie di assicurati o delle estensione previste. In questo, come in altri casi, esistono due possibili soluzioni cui possono tranquillamente accedere anche gli italiani residenti: 1) ricorrere alla cosiddetta tessera sanitaria per persone senza mezzi economici (tarjeta sanitaria para personas sin recuros): possono farne richiesta le persone che non possiedano i requisiti per ottenere la copertura sanitaria in altro modo e che possiedono una rendita di qualsiasi natura uguale o inferiore al salario minimo (annualmente stabilito per legge); 2) diventare beneficiari della tessera sanitaria di un familiare. Possono diventare beneficiari le seguenti categorie: il coniuge o il partner nelle coppie di fatto registrate, l’ex coniuge o l’ex partner in stato di separazione, i figli o soggetti assimilati minori di 26 anni o che siano invalidi, fratelli e sorelle. Detti soggetti devono presentare altresì i seguenti requisiti: convivere con il titolare delle prestazioni sanitarie (eccetto ovviamente i separati o i divorziati), essere a carico del titolare (eccetto il coniuge o la coppia di fatto), non percepire una rendita superiore secondo l’indice IPREM (Indicador Público de Renta de Efectos Múltiples) che viene pubblicato annualmente con la Ley de Presupuestos. Si ricorda che tutto quanto sopra detto si riferisce a soggetti che possono vantare una situazione di regolarità di fronte allo Stato Spagnolo. Quindi che succede con gli stranieri irregolari? Attualmente gli stranieri maggiorenni non regolarmente registrati e non autorizzati come residenti in Spagna possono ricevere assistenza sanitaria unicamente in caso di urgenza per malattia grave o incidente o in caso di gravidanza (compreso parto e postparto). Per i minorenni, benché irregolari, si applica una copertura identica a quella degli spagnoli. Per approfondimenti è possibile consultare il sito web della Seguridad Social. Il seguente link è invece utile per appurare il proprio diritto all’assistenza sanitaria: https://sede.seg-social.gob.es/Sede_1/Lanzadera/index.htm?URL=97 Fonti principali: Ley 33/2011 General de Salud Pública  Ley 16/2003 de cohesión y calidad del Sistema Nacional de Salud Ley 22/2009 del sistema de financiación de las comunidades autónomas  Real Decreto-ley 16/2012 de medidas urgentes para garantizar la sostenibilidad del Sistema Nacional de Salud y mejorar la calidad y seguridad de sus prestaciones. 

https://www.seg-social.es Avv. Elena Oldani

fonte : https://www.leggotenerife.com

Prestazioni ospedaliere urgenti per gli iscritti AIRE: una novità

di Dino Nardi

I media ed i siti di alcuni Uffici consolari italiani hanno ripreso e pubblicato una nota del Ministero della Salute del 13 aprile 2016 con la quale si sono date nuove disposizioni e chiarimenti per come accedere all’assistenza sanitaria urgente e gratuita in caso di soggiorno in Italia per gli iscritti all’AIRE.

A tale riguardo è, altresì, necessario ricordare e sottolineare – per evitare spiacevoli malintesi agli emigrati che durante un soggiorno in Italia dovessero trovarsi ad avere urgente bisogno di cure ospedaliere – che di tale assistenza sanitaria gratuita possono avvalersi unicamente gli iscritti AIRE che già non siano coperti da una assicurazione del loro Paese di residenza. Norma prevista dal Decreto del Ministero della Sanità del 1 febbraio 1996 “Determinazione delle tariffe relative alle cure urgenti ospedaliere prestate dal Servizio sanitario nazionale ai cittadini italiani e stranieri non assicurati”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 23 maggio 1996. È il caso, per esempio, degli iscritti AIRE residenti in Svizzera e nell’Unione Europea in possesso della Carta sanitaria europea, oppure che vivono in altri Paesi legati all’Italia da accordi bilaterali di sicurezza sociale che includono anche l’assistenza sanitaria.

Ministero della Sanità

Decreto 1 febbraio 1996

Determinazione delle tariffe relative alle cure urgenti ospedaliere prestate dal Servizio sanitario nazionale ai cittadini italiani e stranieri non assicurati (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 23 maggio 1996) IL MINISTRO DELLA SANITÀ DI CONCERTO CON IL MINISTRO DEL TESORO (..)

ART. 2.

1. (..)

2. Ai cittadini italiani residenti all’estero, titolari di pensione corrisposta da enti previdenziali italiani o aventi lo status di emigrato, certificato dall’ufficio consolare italiano competente per territorio, le prestazioni ospedaliere urgenti sono erogate a titolo gratuito e per un periodo massimo di novanta giorni nell’anno solare, qualora gli stessi non abbiano una copertura assicurativa, pubblica o privata, per le suddette prestazioni sanitarie”.

 

 

 

Patente di guida italiana in Spagna: cosa fare

GLI UFFICI CONSOLARI DELLA U.E. NON SONO ABILITATI NÈ AL RILASCIO, NÈ AL RINNOVO DELLE PATENTI DI GUIDA ITALIANE

Il connazionale titolare di una patente di guida rilasciata in Italia che stabilisca la propria residenza in uno stato membro dell’Unione Europea e la cui patente sia prossima alla scadenza, deve rivolgersi per il rinnovo esclusivamente all’Autorità dello Stato stesso di residenza, il quale applicherà le porprie regole nazionali concernenti il periodo di validità, le categorie di guida, ecc.

Per le patenti già scadute leggere le avvertenze sotto riportate. I connazionali regolarmente residenti in Spagna da almeno sei mesi si devono rivolgere alla Jefatura Provincial de Tráfico della provincia di residenza, per convertire la patente di guida italiana con una spagnola (“canje”).

Tale conversione non è obbligatoria, ma sì consigliabile in quanto in caso di smarrimento o furto del documento i Consolati all’estero non possono rilasciare duplicati.

Per ulteriori informazioni sulle procedure da seguire si consiglia di visitare i seguenti siti:
·> 
Ministerio del Interior spagnolo
·> 
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti italiano, ufficio URP

I servizi aggiuntivi di seguito indicati, che vengono elargiti dal Consolato Generale di Madrid per la risoluzione di problemi di varia natura riguardanti la patente di guida italiana, sono riservati esclusivamente ai cittadini italiani regolarmente residenti nella Circoscrizione Consolare ed iscritti nell’Anagrafe Consolare di Madrid o di Barcellona.

Circoscrizione consolare Madrid.Cancelleria Consolare dell’Ambasciata d’Italia:
informazioni sulla patente italiana di guida in Spagna.
Circoscrizione consolare Barcellona. Consolato Generale d’Italia:
informazioni sulla patente italiana di guida in Spagna.


Patenti di guida italiane Per guidare all’estero i cittadini italiani sono soggetti a regole differenti a seconda che si rechino, per periodi di breve soggiorno o per stabilirvi la propria residenza, in: Paesi appartenenti all’Unione Europea (Spagna) Per brevi periodi di soggiorno (inferiori a 6 mesi) in uno stato membro della UE è possibile circolare utilizzando la patente di guida italiana in quanto, in base alla Direttiva comunitaria n. 91/439/CEE del 29 luglio 1991, gli Stati membri riconoscono le patenti di guida rilasciate dalle rispettive Autorità

Nel caso in cui il cittadino stabilisce la residenza in un Paese dell’UE esistono tre possibilità:

  1.  convertire (attenzione: è una facoltà, non un obbligo) la patente di guida italiana in una equipollente del Paese di residenza
  2.  conservare la propria patente facendola riconoscere dalle Autorità dello Stato in cui risiedete;
  3.  conservare la patente originaria senza fare nulla.

In quest’ultimo caso si potrebbero però verificare inconvenienti o ritardi in sede di rilascio del duplicato per smarrimento, furto o distruzione del documento, essendo necessario richiedere notizie allo Stato che ha inizialmente rilasciato la patente.

La conversione consiste nel rilascio di una nuova patente mentre con il riconoscimento viene emesso un tagliando di convalida da applicare sulla medesima patente.

In entrambi i casi la patente deve essere in corso di validità.

E’ possibile rinnovare la propria patente italiana rivolgendosi esclusivamente alle Autorità locali (v. Circolare del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti n. 30 del 21 maggio 1999).

I connazionali si devono dunque rivolgere alla Jefatura Provincial de Tráfico della provincia di residenza, per convertire la patente di guida italiana con una spagnola (il cosiddetto “canje”).

I servizi indicati di seguito, erogati dalla Cancelleria Consolare dell’Ambasciata d’Italia in Madrid per la risoluzione di problemi di varia natura riguardanti la patente italiana, sono riservati esclusivamente ai cittadini italiani regolarmente residenti nella Circoscrizione Consolare ed iscritti nell’Anagrafe Consolare di Madrid.

Patenti scadute o smarrite/rubate
Nel caso che la patente italiana sia scaduta, oppure a causa di smarrimento/furto della stessa ancora in corso di validità, il rilascio di una nuova patente nel territorio dell’Unione Europa è competenza esclusiva delle Autorità locali. In base alla direttiva europea 91/439 del 1991, la Jefatura de Tráfico spagnola può richiedere agli interessati un’attestato di “possesso di patente” rilasciato dalle Autorità competenti dello stato membro che ha rilasciato la patente iniziale (si consiglia di verificare direttamente con le Autorità spagnole). Sulla base di tale attestato, che deve essere presentato dal cittadino, l’Ambasciata potrà rilasciare una “Dichiarazione di possesso di patente”.

Pertanto, il connazionale regolarmente residente nella circoscrizione consolare ed iscritto AIRE deve presentare o inviare per posta alla Cancelleria Consolare:

  • copia della denuncia di smarrimento/furto
  • fotocopia della patente (se in possesso)
  • fotocopia di un documento d’identità
  • attestato di possesso di patente di guida in originale (non fotocopia), rilasciato dall’Ufficio della Motorizzazione Civile italiano, completo di tutti i dati del titolare, nonchè date di rilascio e scadenza della patente, categoria, ecc.
  • originale della ricevuta del versamento di Euro 34,00 (art. 66 della Tabella delle Tariffe Consolari) a favore di questa Ambasciata, da effettuare sul conto corrente presso la Banca BANESTO ·> cliccare qui per istruzioni relative ai pagamenti
  • busta pre-affrancata con l’indirizzo completo dell’interessato (“sobre franqueado” > si acquista negli uffici postali di “Correos” oppure dai tabaccai)

Per ulteriori informazioni sulle procedure da seguire si consiglia di visitare i seguenti siti: ·> SPAGNA – Ministerio del Interior ·> ITALIA – Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti


Il pacchetto normativo voluto dalla Commissione Europea, al fine di garantire in concreto la libera circolazione dei cittadini sul territorio europeo, incrementare le misure di sicurezza stradale e contrastare la falsificazione o contraffazione di dati relativi a veicoli e conducenti, è stata emessa la Direttiva 2006/126. Tale Direttiva ha stabilito innanzitutto ilprincipio di validità di tutte le patenti di guida comunitarie  sull’intero territorio dell’Unione Europea ed introdotto alcune importanti novità come la sostituzione obbligatoria a partire dal 2013 delle patenti in formato cartaceo con patenti in formato tessera plastificata, per renderne più difficile la contraffazioni, o la standardizzazione dei criteri contenuti nelle medesime, per agevolare l’identificazione della categoria di patente e del conducente, o ancora la creazione di un sistema elettronico di scambio dati a livello europeo tra le varie amministrazioni nazionali per velocizzare eventuali verifiche.

La Direttiva (art. 7 paragrafo 2) ha inoltre stabilito, sempre a partire dal gennaio 2013,l’unificazione dei termini di validità della patente di guida per tutti i paesi della Comunità. Le patenti AM, A1, A2, A, B, B1 e BE (gruppo 1) rilasciate o rinnovate a partire da tale data avranno dai 10 a 15 anni di validità e le patenti C, CE, C1, C1E, D, DE, D1, D1E (gruppo 2) fino a 5 anni di validità. A riguardo la Direttiva (art. 2, comma 2) specifica anche che: “Allorché il titolare di una patente di guida nazionale in corso di validità sprovvista del periodo di validità amministrativa di cui all’articolo 7, paragrafo 2 acquisisce la sua residenza normale in uno Stato membro diverso da quello che ha rilasciato la patente di guida, lo Stato membro ospitante può applicare alla patente i periodi di validità amministrativa di cui al detto articolo rinnovando la patente di guida a partire da due anni dopo la data in cui il titolare ha acquisito la residenza normale nel suo territorio.”

Alla luce di tali disposizioni il Reale Decreto 818/2009, con il quale la Spagna ha recepito la Direttiva europea nel proprio ordinamento, prevede:

  1. la conversione (o “canje”) obbligatoria delle patenti di guida con validità indefinita o con periodi di validità superiori a 15 anni per gli autisti del gruppo 1 o superiori  a 5 anni per quelli del gruppo 2, entro due anni dalla data di ottenimento della residenza. Facciamo un esempio concreto: il cittadino italiano titolare di una patente di guida appartenente al gruppo 1 con una validità indefinita o superiore a 15 anni e con residenza legale in Spagna ottenuta il 6 giugno di 2014 dovrà rinnovare il suo permesso di guida a partire dal 6 giugno di 2016; la conversione consiste nel rilascio di una nuova patente spagnola recante i termini di validità europei.
  2. La conversione facoltativa delle patenti di guida con validità fino a 15 anni, per gli autisti del gruppo 1 oppure fino a 5 anni per quelli del gruppo 2. Facciamo un esempio concreto: il cittadino italiano residente in Spagna titolare di una patente di guida di categoria B con una validità di 10 anni non sarà obbligato ad effettuare alcuna conversione. Potrà farlo, qualora lo ritenga opportuno, rivolgendosi alla Jefatura Provincial de Tráfico della provincia di residenza oppure potrà conservare la patente italiana fino alla scadenza e sostituirla solo allora con la patente spagnola. Quali possono essere i vantaggi della conversione anticipata della patente? Diciamo che consistono sostanzialmente nell’evitare possibili inconvenienti o ritardi in sede di rilascio del duplicato per smarrimento, furto o distruzione, dovendo le autorità locali (nel caso in cui la patente smarrita, distrutta o rubata sia italiana) procedere alle opportune verifiche presso gli uffici amministrativi competenti in Italia prima di poter rilasciare un nuovo documento.

Per concludere va detto che si sono verificati casi in cui cittadini europei (italiani e non) residenti in Spagna, benché muniti di patente in corso di validità e non rientranti nelle categorie con obbligo di conversione, siano stati multati proprio per mancata conversione. Tali casi sono dovuti ad un’errata interpretazione ed applicazione della normativa vigente (sia della Direttiva europea che del Decreto attuativo della medesima) da parte delle autorità locali e sono chiaramente passibili di ricorso amministrativo.


Fonti:  http://www.comitesspagna.info/servizi-consolari-spagna/patente-di-guida-italiana-in-spagna-cosa-fare/  
http://www.consmadrid.esteri.it/Consolato_Madrid/Menu/La_Comunicazione/Domande_frequenti/Patenti.htm
www.dgt.es
directiva 2006/126/CE (19/01/2013)
Reale Decreto 818/2009
www.consmadrid.esteri.it


Testimonianze:
dopo aver fatto il nie ed avere una sicurezza della vostra permanenza non dimenticate di cambiare la patente di guida che qui si fa in mezz ora senza nessun scervellamento,basta andare a trafico e gestire personalmente il cambio dalla vecchia alla nuova con una minima spesa;oltre la patente a Trafico si possono gestire tutte le gestioni di motorizzazione immatricolazioni,passaggi di proprieta;il passaggio di proprieta e semplice ed immediato basta presentarsi con i documenti dell auto ed una autorizzazione del venditore con la copia del suo nie o dni se e spagnolo presentarsi in Leon y Castillo Agenzia Tributaria per la tassazione dell auto e portare la ricevuta a traffico in neppure una ora si fa tutto e con bassi costi  Quando arrivai qui mi stava scadendo la patente entro un anno e a farla nuova si rinnovo per 10 anni senza nesuna visita

 


facciamo un pò di ordine;
dopo i primi sei mesi di residenza spagnola si “dovrebbe” (non obbligatorio) fare l’iscrizione alla “direccion general de trafico” della propria patente italiana (8.30€) (fissare un appuntamento, andare a santa cruz ed iscriversi)

ENTRO I PRIMI DUE ANNI DI RESIDENZA è obbligatorio fare il cambio da patente italiana a spagnola (27.80€) PASSATI DUE ANNI è PREVISTA UNA SANZIONE (fissare un appuntamento, andare a santa cruz e fare il cambio)

www.dgt.es è il sito per fissare un appuntamento 
060 è il numero di attenzione al cittadino dello stato spagnolo

in entrambi si trovano:
informazioni
pagamenti multe
chiedere appuntamento 
e altro..


Per la ennesima volta, copio qui la mail di risposta della Jefatura Provincial de Trafico de S.Cruz de Tenerife, dove si scrive che NON è richiesto di CONVERTIRE la patente italiana in spagnola fino alla sua data di scadenza. Spero così di aver chiuso definitivamente la questione.

Fonte :: https://viveretenerife.com/patente-di-guida-italiana-in-spagna/

 

 

Re-immatricolazione   auto

 

Se avete un auto  con targa italiana ..oltre alla spesa di trasferirla con voi o spedirla con spedizionieri specializzati e pagare la dogana  in Canaria  , hai 6 mesi di tempo per cambiare le targhe , quindi re-immaticolarla…  i passaggi sono diversi ….

ecco  da un portale canario le istruzioni

 

esempio :  Importare l’automobile a Tenerife

Ottenere il DUA

dua

 

 

 

 

 

 

 

 

Pur essendo in Europa, se si pensa di portare la propria quattro ruote, è obbligatorio fare un’importazione del bene visto che c’è un regime d’imposte speciale, quindi non si paga l’IVA ma l’IGIC (Impuesto General Indirecto Canario). Per i veicoli superiori agli 11 cavalli fiscali si paga il 13% di IGIC mentre per quelli con meno cavalli è il 9%.

Per il trasferimento definitivo o comunque superiore ai 6 mesi, bisogna pagare l’igic corrispondente, con la presentazione del DUA (Documento Unico Amministrativo) a meno che il trasferimento sia per cambio di residenza, in questo caso si dovrà chiedereil DUA EXENTO, presentando i seguenti documenti:

  • Essere titolare, cotitolare o guidatore abituale dimostrabile durante più di sei mesi prima di trasferirsi alle Canarie
  • Essere stato residente più di 1 anno fuori dalle isole Canarie
  • Realizzare il cambio di residenza alle Canarie, per il quale è necessario chiedere Alta en el Padrón Municipal con il certificato dove si indica la data di registrazione e il luogo di proveninza

Se viene concessa l’esenzione dell’IGIC non si potrà vendere o cedere il veicolo prima di 1 anno dall’entrata alle Canarie. Dunque la documentazione necessaria per formulare la richiesta del DUA è:

  • Fotocopia della Carta di Circolazione
  • Fotocopia patente
  • Fotocopia del NIE del titolare
  • Fotocopia Alta en el Padrón Municipal con indicato la data e il luogo di provenienza
  • Copia del biglietto con cui si è arrivati con la macchina
  • Firma del documento dove si dichiara che non si venderá il mezzo (esenzione IGIC)

Per fare questo primo passo di una lunga serie si ha un tempo determinato, ovvero 45 giorni per realizzare la dichiarazione DUA, è importante rispettare i tempi altrimenti è possibile perdere l’esenzione e ottenente invece sanzioni per “fuori tempo”.

Quindi se si rispettano le condizioni del primo elenco, si mettono insieme i documenti del secondo elenco ci si può recare all’ufficio della gestione doganale ed avviare la pratica che sarà pronta in una settimana circa se tutto va bene. Nel frattempo (anche dopo) è bene girare con il biglietto di arrivo della barca nell’auto, che attesta la data di ingresso, da esibire nel caso si venga fermati dalla Guardia Civil.

Traduzione della Carta di Circolazione

Ora una volta avviate le pratiche per l’importazione del mezzo di trasporto, dobbiamo far “tradurre” la carta di circolazione da un ufficio di gestione pratiche auto

Dovete andarci con l’auto e arrivando nell’ufficio semplicemente spiegate che dovete far tradurre la carta di circolazione (Ficha Técnica). A quel punto un simpatico signore vi accompagnerà all’auto per prendere i dettagli dell’auto come il numero del telaio e di targa, farà un paio di foto e vi domanderà qualche dettaglio sull’auto dopodiché in un giorno o due vi faranno tornare a prendere il blocco tradotto timbrato e sigillato, e per questo lavoretto si prendono 108,56 €, ovviamente vi chiederanno un anticipo di una ventina di euro quindi dovrete saldare il restante.

ITV (Inspección Técnica de su Vehículo)

Come in Italia e presumo in ogni altro paese, quando importiamo un veicolo a motore, bisogna passare il collaudo ovvero la così detta ispezione tecnica del veicolo.

Questo è un passaggio piuttosto semplice; una volta ottenuta la traduzione della Carta di Circolazione, ci si presenta ad uno dei punti abilitati al controllo dei veicoli, denominati appunto ITV, meglio prendere appuntamento preventivo.

Quindi ricordatevi di portare:

  • Carta di circolazione originale (che si terranno) e ne faranno una copia timbrata
  • Carta di circolazione tradotta
  • Patente

permiso_circulacion

 

 

 

 

 

 

Sono previsti i normali controlli dei gas di scarico, gomme, luci, cinture di sicurezza e via dicendo. Prenderanno nota del numero del telaio e i chilometri percorsi, se tutto è in ordine prepareranno la nuova carta di circolazione spagnola, ci vorrà più o meno una settimana di tempo perché sia pronta quindi dovrete ritornare. Insieme alla carta di circolazione vi daranno anche un piccolo adesivo che indica l’anno e il mese di scadenza nel quale andrà fatta la prossima revisione, normalmente ogni due anni per le auto che ne hanno più di quattro, andrà attaccato sul parabrezza lato passeggero in alto (deve essere ben visibile).

Questa operazione ha un costo di 50,10 €, da pagare anticipatamente e che passiate o no il collaudo, alla fine vi consegneranno anche una fattura con indicato “SIN DEFECTOS” se l’auto è appunto senza difetti.

 

Hacienda (Agencia Tributaria)

Innanzi tutto bisogna registrarsi all’agenzia tributaria (darse de alta), prima di tutto bisogna comprare i moduli che ci servono, il primo è il Modelo 030 Declaración censal de alta en el censo de obligados tributarios, cambio de domicilio y/o de variación de datos personales (istruzioni su come riempire il modulo), una volta compilato si può prendere un numero per lo sportello oeprativo.

Questo in verità non ha nessun costo, e come risultato ci verrà consegnato un bel foglio pieno di codici a barre con indicato il nostro NIF (Número de Identificación Fiscal), che servirá ovviamente per pagare i vari tributi.

Per questo vi servirà portare con voi anche:

  • documento di riconoscimento
  • NIE

Ora, per quello che interessa a noi dobbiamo comprare per 50 €/cent. il “Modelo 06” Impuesto Especial sobre determinados medios de transporte. Questo in particolare serve per avere l’esenzione dal pagare l’IGIC, va compilato in ogni sua parte e cosegnato poi allo sportello (vedi sopra) per la registrazione, allegando anche:

  • fotocopia della carta di circolazione
  • fotocopia del NIE
  • DUA
  • Certificado de inscripción AIRE (da chiedere quando ci si registra al consolato)

NOTA: una buona cosa è portare sempre con voi i documenti acquisiti in precedenza.

Non ci resta che aspettare due o tre giorni per poter ritornare a prendere la risposta, sempre prendendo il numero e aspettando il proprio turno; ci sono comunque molti sportelli (tipo 36) quindi alla fine il tempo di attesa è abbastanza ridotto.

Tassa di proprietà (Impuesto)

Ovviamente anche il comune vuole la sua parte, quindi dobbiamo andare a pagare la tassa si proprietà al comune dove siamo residenti, dobbiamo spiegare che dovremmo pagare la tassa per l’automobile importata. Detto questo ci chiederà di mostrargli:

  • Carta di circolaizone (quella spagnola)
  • Documento di riconoscimento più NIE (fotocopia)

Con questi dettagli riempirà il modulo e calcolerà quanto si deve pagare, in linea di massima sono circa 51 € per mezzi inferiori a 1600 cc. di cilindrata e 107 € per i veicoli superiori a 1600 cc. Però se ad esempio arrivate a luglio, pagherete soltanto la metà dell’importo ovvero 53,71 €; si calcola ogni tre mesi quindi si pagherà ad aprile (9 mesi), a luglio (6 mesi) e a ottobre (3 mesi).

Attenzione perché non si paga direttamente allo sportello, ci verrà consegnata una fattura che si potrà saldare in qualsiasi banca, anche agli sportelli automatici delle stesse, BBVA accetta pagamenti di fatture soltanto tramite questi ultimi e comunque tutti anche senza avere il conto in quella banca. Comunque molto semplice e rapido, ci si reca allo sportello, se disponiamo della fattura con codice a barre la passiamo sullo scanner altrimenti bisogna inserire il codice manualmente, ci verrà indicato l’importo così inseriamo le banconote (più vicine all’importo esatto) e ci verrà restituito il resto con la ricevuta del pagamento. Fatto!

Immatricolazione

Finalmente siamo arrivati al punto che aspettavamo da tempo; ottenere il numero di targa spagnolo per la nostra auto, molti pensano che andare all’ufficio traffico è la cosa da fare appena arrivati, in realtà è l’opposto!

La DGT (Dirección General de Traf’íco) sportello informazione, ci si accede senza numero, vi daranno qualche “indicazione di massima”,
l’elenco completo che mi hanno chiesto è il seguente:

  • tassa pagata di 91,80 €
  • documento italiano e NIE (fotocopia)
  • Carta di circolazione spagnola e scheda della ITV (due fogli rosa e azzurro)
  • ricevuta del pagamento della tassa del comune
  • la risposta di Hacienda del modelo 06
  • certificato di proprietà in originale
  • DUA

Comunque il solito consiglio è di portare con voi tutti i documenti riguardanti l’automobile.
La tassa di 91,80 € si paga direttamente alla DGT allo sportello n° 15, praticamente una cassa dove si paga per il servizio richiesto (accettano anche carte di credito), dovrete dire che volete immatricolare un veicolo, una volta pagato quanto dovuto vi daranno un numero per uno sportello addetto alla gestione della pratica. Qui si fanno un sacco di altre pratiche e si pagano multe, per cui ci vuole un po’ di pazienza, quando è il vostro turno consegnate tutto ed aspettate…

e adesso?!
dovete far fare la targa (placa de matricula) e attaccarla all’auto.

i negozi di ricambi auto più o meno importanti fanno anche questo servizio, basta presentarsi con la carta di circolazione dove c’è scritto il numero di targa e in pochi minuti preparano la “placa” di metallo, per la modica cifra di 18 € le due.

Ora basta attaccarle e siamo a posto! O quasi, non vorrete mica andare in giro senza assicurazione?

Assicurazione

Per quanto riguarda l’assicurazione, funziona grosso modo come in Italia. Io sono andato a un’agenzia la cosa importante e’ ricordarsi di portare l’ultimo l’attestato di rischio che vi ha mandato la vostra assicurazione italiana. Questo perché vi possono mantenere l’anzianità anche con una compagnia assicurativa estera, probabilmente non esattamente la stessa ma utile per non ripartire da zero, o meglio da 14. Qui tengono conto dell’età, da quanto possiedi la macchina e da quanto possiedi la patente, più chiaramente se hai fatto incidenti o hai usufruito dell’assicurazione.

Dopo un paio di giorni di attesa il preventivo, questo tempo e’ necessario perché devono inviare la richiesta all’uffucio centrale di Madrid.

Ricordatevi di portare con voi:

  • il nuovo libretto di circolazione
  • documento d’identita e NIE
  • patente
  • attestato di rischio della vecchia assicurazione
  • carta di credito o contanti per pagare

Fatta e pagata l’assicurazione vi daranno una cartellina con le norme e le formazioni di tutto quello che avete contrattato, insieme ovviamente alla fattura. Attenzione perché qui, a differenza dell’Italia, non bisogna esporre nessun tagliandino sul parabrezza dell’auto, basta portarselo dietro ed il gioco e’ fatto.

Non abbiamo ancora finito, dobbiamo tornare al consolato…

Consolato

Questo e’ veramente l’ultimo passo da fare per importare un’auto a gran canaria, a meno che la vostra assicurazione non vi rimborsi i mesi non usufruiti di quello che avete pagato,

Bene, ora non ci resta che prendere un nuovo appuntamento al consolato per poter consegnare un po’ di cose e chiudere finalmente questa pratica. Avuta la conferma dell’appuntamento, come dicevo nei post precedenti vi consiglio di farlo tramite email, recatevi al consolato con sotto braccio:

  • originale del certificato di proprietà italiano
  • fotocopia foglio di circolazione timbrato dall’ITV
  • le due targhe italiane
  • fotocopia dei documenti spagnoli dell’auto
  • fotocopia carta d’identita e NIE
  • 9 € per le spese postali
  • più una seconda fotocopia di tutto quanto

In circa dieci minuti vi sbrigherete, con anche un paio di battute del console, molto simpatico e disponibile. Non ci resta che aspettare con pazienza il certificato di radiazione dell’auto dall’albo della motorizzazione italiana.

Questa volta abbiamo veramente finito e siamo in regola per girare tranquilli, evitando che ci sequestrino la macchina e ci appioppino una “bella” multa.

conclusioni

Tiriamo le somme su questa particolare questione; è meglio vendere la propria auto o portarsela dietro? Allora, carta e penna, facciamo i conti della serva:

  1.   70,00 € per il DUA
  2. 108,56 € per la Traduzione della carta di circolazione
  3.   50,10 € per il controllo ITV
  4.     0,50 € Hacienda
  5.    91,80 € per l’Immatricolazione
  6.    18,00 € per le targhe
  7.      9,00 € per il Consolato

Il totale è di: 347,96 € con un tempo minimo di esecuzione di 4 settimane sapendo esattamente cosa fare e con un po’ di fortuna

Questo è quello che costa di documentazione trasferire l’automobile a tempo indeterminato sull’isola, ovviamente vanno aggiunte le spese quali la tassa comunale e l’assicurazione, come in Italia sono cifre variabili a seconda del luogo di residenza e anzianità.

Dovete valutare attentamente se vale la pena per voi trasferire anche l’auto, ovviamente infiuisce direttamente il valore della stessa, se si ha voglia e si può vendere in italia e ricomprare in loco equante cose pensate di portarvi dietro (?). In aereo c’è un limite ben definito di dimensioni e di peso, superato il quale si paga per chilogrammo in eccesso

I vantaggi di portarsi l’auto secondo me sono:

  • si conosce il proprio mezzo (nel bene e nel male)
  • potersi portare una quantità di cose che in aereo, in ogni caso, sarebbe impossibile
  • il viaggio in se, permette di vedere luoghi e conoscere persone in maniera differente (partendo da Bologna ci vogliono 2 giorni d’auto e 2 giorni di traghetto)

Di contro, gli svantaggi possono essere:

  • il costo dei documenti ovviamente come scritto sopra
  • il costo del viaggio che è più oneroso di uno in aereo
  • il tempo che si impiega (appunto: partendo da Bologna ci vogliono 2 giorni d’auto e 2 giorni di traghetto)

Finalmente sono riuscito ad avere il certificato dell’ACI-PRA di esportazione definitiva dell’auto, c’è voluto un po’ di tempo per diversi motivi, però possiamo prendere un piccolo ultimo accorgimento che ci farà risparmiare tempo (sempre molto importante), vediamo come.

Non dobbiamo solo aspettare che arrivi il certificato, perché dobbiamo pagare anche la pratica per l’esportazione all’ACI, come possiamo vedere a questa pagina del sito dell’automobile club italiano dobbiamo pagare quanto segue:

  • € 7,44 per emolumenti ACI
  • € 29,24 per imposta di bollo
  • € 9,00 per diritti DTT + € 1,80 per spese postali
  • € 0,75 per  spese postali per l’invio del certificato in zona 1

Per un totale di € 48,43. Circolare DsD n° 11277 del 30/9/11, con riferimento alla Circolare della Direzione Generale per la Motorizzazione n. 9866 del 25/03/2011 in tema di cessazione dei veicoli a motore, stabilisce che le Carte di Circolazione relative ai veicoli da esportare nei Paesi della UE, devono essere annullate attraverso l’applicazione di un tagliando emesso dal Dipartimento Trasporti Terrestri.

Il costo di questa operazione è appunto di € 9,00+spese postali. la pagina che spiega quanto e come pagare,

Attenzione bene; tutta questa operazione si può fare in anticipo, così che quando il consolato invia la busta può inserire la ricevuta del bonifico in modo da avviare la pratica di esportazione appena arrivano i documenti all’ufficio ACI di competenza.

Ho chiesto con gentilezza, e sono riuscito a farmi anticipare via mail, dall’ufficio di Milano la scansione del certificato così da poter inviare l’annullamento della polizza assicurativa italiana


Fonte: http://viveretenerife.com/importare-lautomobile-a-tenerife/

http://notediviaggio.alessandrobagalini.eu/2011/07/01/vivere-a-gran-canaria-importare-lautomobile-passo-1/

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